Archive for gennaio, 2010
Savetaro.com: donazioni per permettere a questa persona di vivere (NON E’ UNA BUFALA)
Questo blog invita tutti i visitatori a fare una donazione per questa persona che rischia di morire.
Trovate tutte le informazioni su http://www.savetaro.com/it/
NON E’ UNA BUFALA. Alcuni parenti di Taro sono ex borsisti Intercultura.
L’ho saputo tramite il gruppo Intercultura-AfS (American Field Service) su LinkedIN.com a cui sono iscritto.
Dopo la mia borsa di studio in Francia con Intercultura, è passato molto tempo prima che decidessi di impegnarmi nuovamente in quell’esperienza fantastica che è stato il mio anno all’estero. Anche con tutte le esperienze negative (in particolare con la prima famiglia non andavamo per niente d’accordo).
Qualcuno di voi si chiederà cosa c’entra Taro con AFS-Intercultura. Beh ecco tutto alcuni suoi parenti sono ex borsisti. E’ tradizione, oltre che un principio fondamentale d’Intercultura nel mondo, aiutarsi anche tra persone che non si conoscono. Insomma solidarietà tra chi condivide i valori d’Intercultura.

Il Passaparola di oggi, 25 gennaio 2010

Presentazione di Africanews.it a IoReporter di SkyTG24
Da ricordare
30 anni di officina studi medievali
Giovedì un seminario sull’informatica umanistica e le sue prospettive
Giovedì 21 gennaio, alle 15.30, presso il Salone Sisto IV del complesso monumentale di San Francesco d’Assisi (con ingresso da via del Parlamento 32) è in programma il seminario di studi sul tema: “L’informatica umanistica, attualità e prospettive”. Sarà presente il team della E-review “Informatica Umanistica”. Interverranno Massimo Parodi, direttore della rivista e docente di Storia della filosofia medievale all’Università Statale di Milano, Edoardo Ballo, Alfio Ferrara, Stefano Montanelli e Chiara Selogna. Ingresso libero.
Con questa iniziativa, si aprono le manifestazioni in occasione del trentennale dalla fondazione dell’Officina di studi medievali, diretta dal professor Alessandro Musco, che ricorre proprio quest’anno. Un trentennio contrassegnato anche dalla collaborazione con la Biblioteca Francescana di Palermo.
Info: www.officinastudimedievali.it

Subway–Letteratura 2010 porte aperte a nuovi talenti
Riparte la ricerca di talenti esordienti!
Al via i bandi Subway-Letteratura 2010. Per partecipare c’è tempo fino al 28 febbraio
Subway chiama all’appello giovani scrittori, poeti e illustratori
In palio anche il Premio Speciale Città di Palermo
PALERMO – Torna con il nuovo bando 2010, Subway-Letteratura, la manifestazione letteraria ideata e curata da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino, che promuove la creatività e premia il talento di scrittori e poeti esordienti pubblicando e distribuendo gratuitamente le loro opere in tutta Italia. Il bando contenente tutte le modalità di partecipazione può essere scaricato gratuitamente dal sito www.subway-letteratura.org. Read the rest of this entry »
Contro il Ponte sullo Stretto di Messina…
“No Ponte” e Chiesa Valdese di Reggio Calabria
“Difendiamo il creato”: questa la frase scritta sullo striscione con il quale la Chiesa Valdese di Reggio Calabria ha partecipato alla manifestazione “No Ponte” del 19 dicembre scorso.
La manifestazione ha visto la presenza di tantissimi partecipanti e numerose sono state le sigle sindacali, politiche e di diverse associazioni.
La Chiesa Valdese è stata l’unica chiesa a sfilare con il suo striscione e, forse per questo, ha suscitato l’interesse non solo dei molti giornalisti presenti, ma anche di coloro che lungo il percorso assistevano alla sfilata.
I primi si sono avvicinati per chiedere quale rapporto ci fosse tra il “no” al ponte sullo Stretto e la Chiesa Valdese.
Gli altri, quelli presenti lungo il percorso, erano contenti di vedere il nostro striscione e si avvicinavano per dirci: “non sono credente, ma ho dato il mio otto per mille alla Chiesa valdese”.
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Ecco perché mi piace internet… leggi qui sotto
Riprendo quest’articolo (già ripreso da Stefania Ragusa), oltre per quello che dice, anche perché è un esempio di quanto critica in meno avremmo se si mettesse il bavaglio a internet come vorrebbero fare alcuni.
Dal blog di Fulvio Scaglione:
“Uno degli aspetti più sconsolanti della cultura italiana è questo: se sei prestigioso, autorevole o anche solo famoso in un campo, sei libero di pontificare anche a proposito di cose di cui, palesemente, sai poco o magari anche nulla. E’ il caso, tipicissimo, dell’articolo di fondo che il Corriere della Sera” ha concesso all’insigne costituzionalista Giovanni Sartori per sproloquiare sul tema della, cito il titolo, “Integrazione degli islamici”.
Dico sproloquiare non a caso. L’articolo, pur breve, contiene affermazioni banali e affermazioni ridicole. Eccone alcune del secondo genere. Per spiegare perché sul fronte cattolico abbondino le voci che sperano e lavorano per l’integrazione degli immigrati: “La Chiesa deve essere, si sa, misericordiosa”. E stop. Si vede che al buon Sartori, nella natia Firenze o nella più lontana ma ben collegata New York, non arrivano i rapporti della Caritas. Per esempio quello del 2009, dove si sottolinea che i lavoratori nati all’estero in senso stretto (cioè al netto degli italiani nati fuori e immigrati di ritorno) sono circa il 10% del totale e contribuiscono per un pari 10% alla formazione della ricchezza del Paese (Pil), anche se nella stragrande maggioranza dei casi non godono delle stesse “protezioni” dei lavoratori italiani, come dimostra il fatto che sono statisticamente assai più colpiti dagli infortuni sul lavoro, compresi quelli mortali (176 di loro sono morti nel 2008). Sono dati confermati dalle ricerche dell’Istat e di Unioncamere (l’Unione delle Camere di commercio): trovare un modo per integrare i lavoratori immigrati è dunque questione, prima che di misericordia, di convenienza e di intelligenza.
Altra sciocchezza: non v’è nella storia una casistica di “una loro (dei musulmani, n.d.r) riuscita incorporazione etico-politica (nei valori del sistema politico) in società non islamiche”. Il buon Sartori conosce qualche caso di “riuscita incorporazione” di popolazioni di cultura occidentale nel sistema etico-politico dei musulmani? Gli risulta che i tedeschi in Africa e gli inglesi o i francesi in Medio Oriente si siano “ben incorporati” con il loro colonialismo? Al contrario, i turchi si sono piuttosto ben incorporati nel sistema politico e sociale tedesco: sono 2 milioni su una popolazione complessiva di 80 milioni, lavorano, pagano le tasse, votano e si fanno gli affari loro. Non mi pare che la Germania soffra molto per la presenza di questi 2 milioni di musulmani, ai quali vanno aggiunti altri 5 milioni di lavoratori comunque stranieri, dei quali una parte è certo di fede islamica. Non solo: i turchi costituiscono circa il 25% degli stranieri ufficialmente residenti in Europa (ce ne sono anche 270 mila in Francia, 260 mila in Olanda, 145 mila in Austria, 120 mila i Belgio e persino 15 mila in Italia) e non mi pare che l’Europa patisca a causa loro.
Terza sciocchezza: Inghilterra e Francia si sono impegnate a fondo sul tema dell’integrazione dei musulmani, eppure “si ritrovano con una terza generazione di giovani islamici più infervorati e incattiviti che mai”. La situazione inglese si presta di più a questa affermazione, che pure è radicale e grossolana: i musulmani in Inghilterra sono circa 2,4 milioni; circa il 60% delle 1.500 moschee del Paese è affiliato alla corrente islamica Barelwi, i cui leader hanno ripetutamente condannato il wahabismo, il salafismo e il deobandismo, cioè i movimenti fondamentalisti; in Asia, i barelwi si sono sempre opposti ai talebani, anche quando questi erano sostenuti da Usa e Pakistan.
Quella francese, poi, è una storia completamente diversa. La rivolta delle periferie del 2005 (come pure le successive e mai sopite inquietudini) aveva radici esclusivamente sociali, l’islam non c’entrava proprio nulla. Segnalo un libro al buon Sartori: L’autunno francese di Cesare Martinetti (Feltrinelli). L’autore, attuale vice-direttore della Stampa, era corrispondente da Parigi all’epoca dei disordini e racconta benissimo come e perché. Informarsi conviene sempre.
Un mio collega, infine, ha appena realizzato una bella intervista a Federica Guidi, presidentessa dei Giovani imprenditori di Confindustria e imprenditrice ella stessa sulle orme del padre. La Guidi sottolinea l’importanza per la nostra economia dell’inserimento dei lavoratori immigrati, portatori tra l’altro di competenze artigianali che nei nostri Paesi vanno scomparendo. Ma sottolinea anche l’assoluta necessità di riformare il sistema Italia, sempre fermo sulle proprie mancanze. Ecco, caro professor Sartori, il rapporto con i lavoratori immigrati è una delle grandi riforme che dobbiamo affrontare. Ma non a livello d’Italia, per fortuna, visto che da noi c’è anche chi crede che la questione si risolva respingendo i neri africani e lasciando entrare a piacimento i bianchi dell’Est. La riforma dovrà essere fatta a livello dell’intera Europa. Non c’è scampo, piaccia o non piaccia. E quanto al fatto che si debba scegliere in base alla religione, confuciani e animisti sì e musulmani no, come dice lei, beh, mettiamola così: un infortunio può capitare a tutti, quindi anche a un insigne costituzionalista. Soprattutto quando si occupa d’altro.”
ps: in genere apprezzo molto Sartori ma, questa volta, ha proprio toppato!!!

“Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro tempo”
Riporto un comunicato stampa sull’uscita di questo libro che mi sembra interessante.
Esce Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro tempo
volume curato da Alberto Samonà sui rapporti tra il filosofo di Nola e il Sud
Un contributo in più alla conoscenza del pensiero di Giordano Bruno e un interessante spunto per ricercare i collegamenti tra la filosofia del frate nolano e la cultura e il pensiero filosofico dell’Italia del Sud. Sono questi alcuni degli spunti offerti dal libro Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro tempo, curato dal giornalista Alberto Samonà e pubblicato nella collana Machina Philosophorum dell’Officina di Studi Medievali (diretta dal professore Alessandro Musco), con la collaborazione della Fondazione Banco di Sicilia.
Il volume, partendo dalle riflessioni emerse durante la Giornata nazionale di studi su Giordano Bruno, tenuta a Palermo nella primavera del 2008, raccoglie diversi contributi di filosofi e storici italiani, a confronto sulla filosofia bruniana. Dopo una presentazione di Gianni Puglisi e la premessa del curatore, gli autori Francesco Maria Cardarelli («Un Bruno restituito davvero a se stesso»), Anna Foa (La memoria di Giordano Bruno e l’Italia), Sandro Mancini (Immanenza e trascendenza nella filosofia bruniana: Spaventa, Gentile, Renda, Aniello Montano (Croce lettore di Giordano Bruno) e Alessandro Musco (Arabeschi mediterranei e frattali bruniani), toccano gli aspetti più interessanti ed attuali della tradizione culturale e storiografica mediterranea e del sud d’Italia che rimanda a Giordano Bruno ed ai suoi testi. Una tradizione che, troppo spesso, viene trascurata o del tutto dimenticata, senza alcuna valida o riconoscibile ragione scientifica. Read the rest of this entry »
Una risposta alle multinazionali dell’agro-alimentare
Copio e incollo qui sotto una mail che mi è arrivata oggi dal titolo “MANGIACOMEPARLI: Come risolvere il problema delle rivolte dei braccianti agricoli e dei contadini“
Il problema delle rivolte si risolve solo collegando produttori e consumatoriper pagare il giusto prezzo agli agicoltori e contadini e mangiare cibi biologici e ogm free al 100%, locali e italiani
se ci adattiamo alla Mafia del Mercato, delle Multinazionali e dei supermercati oltre ad ucciderci con il cibo tutti quanti la conseguenza naturale è che scoppiano le rivolte, ora dei braccianti, domani dei contadini, che già hanno invaso Roma coi trattori semplicemente perchè il prezzo degli aranci è di 10 centesimi al kg !!! (quanto li paghi tu imbecillemente acquistandoli al supermercato?) grazie alle importazioni selvagge e sotto costo, che hanno l’unico scopo di far fallire gli agricoltori italiani per poter acquistare la terra da parte dei grandi gruppi internazionali del cibo che hanno bisogno di controllare l’agricoltura per controllarci e dominarci uno per uno… attraverso i loro commessi Supermercati
acquistiamo gli aranci e mandarini direttamente dagli agricoltori pagandoli il giusto prezzo di 1 € al kg così come tutti gli alimenti biologici e chiediamo loro il certificato biologico e le paghe dei lavoratori adeguate
consegna a domicilio diretta
senza neanche dover sprecare i soldi della benzina e riducendo il traffico e l’inquinamento, riempiamo le città di furgoncini che consegnano i prodotti dei contadini locali e danno lavoro e tanti giovani e agli espulsi dalle fabbriche
Approfittiamo della crisi per risorgere insieme all’Agricoltura Tradizionale e biologica Italiana salviamo la vita nostra e dei nostri figli
MANGIACOMEPARLI
www.mangiacomeparli.net


