“La storia delle cose” ovvero la fine dell’ usa&getta
10 feb.: diversità come valore – UNAR

i contractors sono mercenari? – di Gianni Minà
Un giudice federale di Washington, Ricardo Urbina, ha rifiutato l’incriminazione per strage di alcuni mercenari nordamericani, dipendenti della famigerata Blackwater, accusati di aver ucciso, senza motivo, 17 civili iracheni a Baghdad nel 2007. Le ragioni con cui Urbina ha motivato la sua decisione sono una vera e propria caricatura del garantismo più estremo e capzioso: gli investigatori e i procuratori che hanno indagato sull’eccidio “nel loro zelo di portare prove, hanno cercato aggressivamente dichiarazioni subito dopo la sparatoria e nelle indagini successive”. E non è tutto. Il giudice Urbina sostiene che, nel fare questo lavoro “la squadra di inquirenti del governo di Washington ha ripetutamente trascurato gli avvertimenti di esperti e procuratori anziani assegnati specificamente al caso per consigliarli”, con tanti saluti all’autonomia degli stessi inquirenti. E questo perché, secondo lui, avrebbero utilizzato per l’accusa dichiarazioni che gli indagati avevano reso sotto la minaccia di essere licenziati e con la promessa che non sarebbero state usate in tribunale. Read the rest of this entry »
Taro non ce l’ha fatta
Mi ci è voluto un po’ prima di scrivere questo post. La morte di Taro mi è stata comunicata forse anche prima che la notizia venisse pubblicata su Savetaro.com e mi ha preso molto di sorpresa come sempre in queste circostanze.
La cosa che più mi ha colpito di tutto ciò … beh in realtà sono due:
La prima è che, almeno per quello che ho visto io, con un messaggio da LinkedIn è partita una gara a raccogliere fondi per permettere a Taro e alla sua famiglia di affrontare le spese per le cure mediche negli Usa. In pochi giorni sono stati raccolti centinaia di migliaia di euro/dollari/yen. Non erano ancora sufficienti ma ci si avvicinava velocemente all’obiettivo prefissato.
La seconda è la solidarietà spontanea e letteralmente mondiale attraverso internet e i canali dedicati a AfS-Intercultura. Sono stato borsista in Francia nel 1994 e nonostante siano passati quasi vent’anni mi sento ancora fortemente legato a quell’esperienza, a quell’associazione e ai volontari. Mi ha colpito il fatto che come me devono essersi sentite tante altre persone nel mondo. E oggi grazie a internet è un gioco da ragazzi tenersi in contatto. Bavagli futuri permettendo.
Alla famiglia di Taro le mie più sentite condoglianze. www.savetaro.com

Haiti va aiutata o annessa? – editoriale di Gianni Minà
A meno di 24 ore dalla catastrofe che ha disintegrato la già poverissima isola caraibica di colonizzazione francese, i 344 medici e specialisti della salute cubani che, in 227 dei 337 comuni del paese aiutano e curano da tempo, quotidianamente, quella martoriata umanità, erano già intervenuti in più di mille emergenze. Solo tre di loro erano feriti. Nello stesso frangente stava già arrivando a Port au Prince, con due ospedali da campo che si sarebbero collocati a fianco degli ospedali pubblici crollati, un altro gruppo di volontari, che avrebbe portato a circa mille il numero dei cooperanti cubani del settore della salute. Read the rest of this entry »
Immigrati dormono negli aranceti di Corigliano Calabro
Savetaro.com: donazioni per permettere a questa persona di vivere (NON E’ UNA BUFALA)
Questo blog invita tutti i visitatori a fare una donazione per questa persona che rischia di morire.
Trovate tutte le informazioni su http://www.savetaro.com/it/
NON E’ UNA BUFALA. Alcuni parenti di Taro sono ex borsisti Intercultura.
L’ho saputo tramite il gruppo Intercultura-AfS (American Field Service) su LinkedIN.com a cui sono iscritto.
Dopo la mia borsa di studio in Francia con Intercultura, è passato molto tempo prima che decidessi di impegnarmi nuovamente in quell’esperienza fantastica che è stato il mio anno all’estero. Anche con tutte le esperienze negative (in particolare con la prima famiglia non andavamo per niente d’accordo).
Qualcuno di voi si chiederà cosa c’entra Taro con AFS-Intercultura. Beh ecco tutto alcuni suoi parenti sono ex borsisti. E’ tradizione, oltre che un principio fondamentale d’Intercultura nel mondo, aiutarsi anche tra persone che non si conoscono. Insomma solidarietà tra chi condivide i valori d’Intercultura.













